Fin da bambino l'origine di questo piccolo Santo che abita nella Chiesa
del SS Spirito di Torre Annunziata, comunemente detta Chiesa del Carmine,
è stata un mistero familiare.
Mi sono state raccontate varie storie, da persone diverse.
Una vecchia zia sosteneva che il mio bisnonno aveva un credito verso alcuni mercanti turchi, che in cambio gli avrebbero donato i resti di un Santo cristiano del terzo secolo, da loro trafugato non si sa come e dove in terra turca.
Un'altra storia lo faceva venire sempre da oriente, ma portato a Torre da una suora missionaria.
Una storia meno fiabesca lo colloca, intorno al 1830, in una sala vaticana insieme ai resti di altri Santi Martiri, che in quel periodo venivano affidati al culto di piccole comunità locali. Da quella sala sarebbe stato prelevato dal fratello sacerdote del mio bisnonno, ed i due fratelli lo avrebbero affidato a degli artigiani vaticani per realizzare una pupa e rifinirla, con il fine ultimo di portarlo in una teca alla Chiesa del Carmine, che nel frattempo era in fase di restauro. Restauro che dovette prolungarsi ben oltre il previsto a causa della guerra e dei bombardamenti.
In attesa del completamento del restauro, la teca ed altri oggetti sacri sarebbero stati ospitati un una sala dell'abitazione privata del bisnonno, il notaio Francesco Manzo.
Questa è l'ipotesi che mi sembra la più realistica, non fosse altro perché mia madre mi raccontava divertita di come il piccolo Felicio (mio nonno) fosse solito rifugiarsi in quella sala e nascondersi dietro una statua della Madonna per evitare di esser punito per qualche marachella.
Purtroppo il notaio morì prematuramente, e gli oggetti sacri passarono per qualche motivo che ignoro in casa di una vicina, la signorina Filomena Apuzzo, e solo alla sua morte giunsero finalmente alla Chiesa dove San Felicio è a tutt'oggi ospitato.
Una sola cosa è costante nelle varie versioni, ed è il motivo del martirio: ucciso per mano del padre quando ha manifestato l'intenzione di prendere i voti. Ucciso per mano del padre. Mi è sempre sembrato un abominio, e lo è.
Ho sempre immaginato come potrebbe esser stata la storia di questo bambino del terzo secolo di cui porto il nome.
Immaginavo che avesse ovviamente avuto una madre affettuosa, degli amici, un patrigno - non un padre VERO.
Infine, mi sono deciso a mettere nero su bianco una storia. Potrebbe essere vicina alla realtà, o più probabilmente ne è lontanissima, ma mi sono commosso nello scriverla.
Nella mia storia il bambino è frutto di un amore contrastato, nasce in
mare e vive e cresce educato rigidamente dal patrigno nella lontana
Nicomedia (ebbene sì, l'ho portato in Turchia!), e troverà il suo martirio
il 23 febbraio dell'anno 303, giorno del primo editto di Giustiniano
contro i cristiani. Ho provato ad esser rigoroso nei riferimenti storici,
ma i personaggi strettamente legati a Felicio bambino sono tutti
rigorosamente inventati.
Ciononstante, chissà, potrebbero essere realmente esistiti!