Ciccia

E così, mia pudibonda amica, hai ritegno di mostrare al mondo quale sia la differenza tra un elefante e un cigno.

Come se una proboscide ed un lungo collo non fossero entrambi flessuosi e cilindrici.

E l’arte universale non t’insegna niente?

Oh! Dove sono più quelle pingui e prosperose donnone dei secoli andati, sempre ridenti e spensierate riguardo la generosa abbondanza di larghe curve tutte orgogliosamente esposte per la delizia de li virili guati?

Dolci Veneri abbondanti! Ancora esistono, ma tanto immensamente par loro riprovevole la propria condizione, che se ne vergognano, ne piangono, si nascondono; per giunta, nel tentativo di porre rimedio a quella che non sanno riconoscere come una fortuna, si umiliano in tours-de force da brivido a base di diete ipocaloriche ipolipidiche ipoglicidiche ipoproteiche ipotuttidiche, iperdigiuni, purghe galattiche! … e ginnastica da camera. Già: perché: mai costoro oserebbero sculettare gli adiposi glutei al di fuori delle Sacre Mura Domestiche, mute testimonie uniche di cotanto infamante destino.

E poi: creme ed unguenti miracolosi (!), sali esotici e puzzolenti, massaggi da harakiri, … punture!

(Ho idea che al repertorio delle odierne adipofobe facciano difetto solo busti d’acciaio ed autofustigazioni, per esser degno di un penitente medioevale).

Dolcissima amica mia, è a costoro che ti vuoi ispirare? Davvero desideri languire nelle segrete di un’arbitraria anoressia? Non preferiresti infischiartene e distruggere la gabbia (neanche dorata) della rinuncia, la prigione delle tue voglie golose?

E vivere, finalmente libera, in allegria, baldanzosamente rotolandoti per la tua strada con pachidermica leggiadria, ruotando il collo taurino con capodoglica grazia per dirigere ovunque il tuo chiaro sguardo e l’aperto sorriso al colesterolo!

E cosa importerà? Se l’ascensore ti andrà in tilt due volte su tre, se non potrai guardarti la punta dei piedi, se il sudore tuo avrà l’aroma dolce della sugna, che cosa importerà? … Nulla, ti dico. Libertà, o Libertà!

Il Suo Nome è: Ciccia!